Tag: rete universitaria nazionale


  • Sinistra universitaria unita al CNSU! Firma l’appello!

    Sinistra universitaria unita al CNSU! Firma l’appello!

    Vi rendo noto un appello di studenti universitari, attraverso una sezione de La Repubblica.
    Il 21 e 22 maggio ci saranno le elezioni al CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari), un organo di estrema importanza, che lo ha visto protagonista nelle discussioni con il Ministro Profumo per le recenti riforme universitarie e di recente quella sulla suddivisione dell’Italia in tre macro aree, con differenziazione di calcolo del reddito massimo consentito per la partecipazione al bando delle borse di studio, la quale suddivisione vedeva il Sud fortemente penalizzato.
    Se vi va, vi invito a firmare questo appello, se volete approfondire, sempre su questa pagina trovate ulteriori informazioni.
    Si tratta di una semplice adesione, non vi verrà chiesta alcuna forma di contributo oltre 2 semplici minuti per compilare il modulo online e firmarlo!

    Clicca qui per la pagina dell’appello.


  • Alta Partecipazione, programma del 2° appuntamento nazionale. FIRENZE 15 dicembre 2012

    Alta Partecipazione, programma del 2° appuntamento nazionale. FIRENZE 15 dicembre 2012

    UN NUOVO MODELLO FISCALE PER LA CRESCITA E IL LAVORO: EQUITÀ, DIRITTI, GIUSTIZIA SOCIALE

    Firenze, 15 dicembre 2012 ore 10,00 – ARCI ExFila, via Leto Casini, 11

    PROGRAMMA DEI LAVORI

    Ore  10,00 – Saluto di benvenuto

    Cosimo Guccione – Segretario GD Firenze

    Ore 10,15 – Apertura dei lavori

    CESARE DAMIANO – Capogruppo PD Commissione Lavoro Camera dei Deputati

    ALESSANDRO ROSINA – Prof. Demografia, Autore “non è un paese per giovani” (altro…)


  • Intervista al Vicepresidente dell’Europarlamento Gianni Pittella

    Intervista al Vicepresidente dell’Europarlamento Gianni Pittella

    Il Vicepresidente dell’Europarlamento risponde alle domande della Rete Universitaria Nazionale sulle sorti dell’Erasmus e delle prospettive europee alla luce delle politiche di austerità volute da alcuni paesi.

    Con il Vicepresidente del Parlamento Europeo, l’On. Gianni Pittella, abbiamo parlato della questione dei fondi per il progetto Erasmus, di rischi e prospettive per l’integrazione europea.

    1.Quando il capo della commissione bilancio del Parlamento europeo Alain Lamassoure dichiara “L’European Social Fund è in bancarotta e non è in grado di rimborsare gli stati; la prossima settimana toccherà al programma studentesco Erasmus” fa all’allarmismo o dice il vero? Quali sono i motivi di questa “bancarotta”?

    Il rischio c’e’, anche se va inquadrato dentro una più generale difficoltà di bilancio dell’Unione. Tra l’altro il Programma Erasmus non e’ direttamente finanziato dal FSE, e il 23 ottobre la Commissione dovrebbe presentare al Parlamento una proposta di parziale “assestamento” che dovrebbe consentire di rinvenire le coperture sia per Erasmus sia per le azioni legate alla Ricerca e all’Innovazione. Ovviamente poi la palla passera al Consiglio e ai Governi.

    2.Quali sono i reali rischi per gli studenti che hanno già vinto il bando di concorso Erasmus per l’anno accademico appena iniziato? Quali le prospettive per il prossimo?

    Chi ha gia’ un contratto dovrebbe poter partire tranquillo. Almeno questo e’ ciò che ci comunicano gli uffici che coordinano e gestiscono il Programma Erasmus. Tra l’altro, se cosi’ non fosse, occorrerebbe una qualche comunicazione ufficiale da parte della Commissione, ad oggi ancora non pervenuta. Certo non possiamo, con tutto il rispetto, dare risposte tecniche di merito sulla scorta di una intervista o di una dichiarazione, come quella resa da Lamassure.

    3.Soffoca, tra austerity, fiscal compact e ritrosie degli Stati nazionali, lo spirito di cittadinanza europea. Noi vediamo una volontà politica alla base di queste scelte, non un destino di declino inevitabile. Dov’è vive oggi l’alternativa, dov’è finito lo spirito dell’Europa di Delors e del Processo di Bologna?

    Il momento non e’ affatto semplice per gli europeisti e i federalisti. Già da tempo, in verità’, il processo di integrazione sta vivendo una fase di grande difficoltà anzitutto a causa dell’assenza di una leadership forte ed europeista nei principali Stati membri. Certo, oggi con Monti e Hollande va molto meglio, da questo punto di vista. Tuttavia, come conferma la gestione del dossier Grecia o le intempestive e deboli risposte alla crisi economico – finanziaria mondiale, siamo assai lontani da una Unione vero soggetto politico, incisivo ed efficace. Questo e’ un momento in cui occorre in modo particolare la spinta dei cittadini per una ripresa vigorosa del processo di integrazione. Oltre ogni miope e bieco piccolo interesse nazionale di corto respiro.

    [Fonte: Runonline.it]