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  • Lettera a Bersani – Finalmente Sud

    Ieri, a “Finalmente Sud”, ho consegnato nelle mani di Bersani questa lettera. Buona lettura!

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    Caro Segretario Bersani,
    credo, in questo momento, di parlare a nome di tutti i giovani meridionali presenti qui, oggi.
    Grazie davvero per tutto questo, grazie per averci dato la possibilità di sentirci protagonisti e parte viva del Partito Democratico, in un momento in cui la politica viene vista, da noi giovani generazioni, come una palude, un mondo che non ci appartiene, distante, e forse, a volte, irraggiungibile, e nei peggiori dei casi, impossibile da cambiare.
    Grazie per aver gridato all’intera Italia, specialmente verso chi fomenta secessioni che mai si realizzeranno, perché glielo impediremo, che il Sud è pieno di ricchezze, a volte nascoste, ma che sono in grado di potersi collocare tra i requisiti fondamentali per la crescita della Nazione.
    Da oggi parte il nostro impegno formativo: un chiaro ed indiscutibile modo di ridare credibilità alla politica e a tutto ciò che ruota intorno ad essa.
    “Finalmente Sud” non è un semplice evento targato PD, è molto di più, è uno schiaffo morale e, mi permetta, anche politico, verso chi utilizza una modalità di scelta della classe dirigente che non ha nulla a che vedere con la meritocrazia e la formazione, in grado di offrire a quell’individuo e all’intera comunità con cui andrà ad interagire, la possibilità di attingere esperienze e conoscenze necessarie per la vera costruzione del futuro del nostro Paese.
    Con questa iniziativa, caro segretario, eviteremo di avere dirigenti marionetta, eviteremo, ad esempio, di avere futuri parlamentari che latitano sui problemi della popolazione, non solo per disinteresse, ma anche per l’incapacità di trovare soluzioni efficaci, e magari anche ministri che sono a conoscenza dell’inesistenza di un tunnel sotterraneo dal CERN al Gran Sasso.
    Grazie, anche, per averci dato la possibilità di incontrare le nostre compagne e i nostri compagni del Mezzogiorno, con cui condividere esperienze, socializzare e crescere, perché la politica che vogliamo non é piena di personalismi, ma intrisa di collaborazione, una rete di idee che, se sommate tra loro, eguagliano la salvezza e la forza dell’Italia che verrà.
    A chi fa della giovinezza la propria bandiera, credo si debba chiedere il rispetto verso coloro che, prima degli slogan, pongono la loro attenzione sulla formazione, perché a buttare giù un palazzo non ci vuole nulla, siamo bravi tutti, ma a costruirlo, se non sai il materiale che ti serve e quanto te ne serve, non vai da nessuna parte, la stessa cosa é la politica. Basta improvvisazioni, basta prestiti, chi deve amministrare la Cosa Pubblica deve avere svolto un suo percorso.
    Noi sentiamo la responsabilità sulle nostre spalle, ce la faremo, e sono sicuro che da tutto questo, ancor prima di una lezione di politica, avremo imparato una lezione di vita che ci accompagnerà in futuro. Ci siamo tutti, diciottenni (come me), trentenni, tutti accomunati dalla passione verso la politica, la stessa passione, che non renderà invano “Finalmente Sud”, la stessa passione che ci porterà ad essere motore del cambiamento, tutti insieme.

    Grazie segretario e grazie a tutto il Partito Democratico.

    Firmato,

    Davide Montanaro


  • Messaggio di inizio 2011

    Questo 2011, secondo me, sarà un anno un po’ diverso da quelli scorsi, o comunque spero, più positivo rispetto al 2010. E’ un anno che parte con il sangue, con la sofferenza, con il dolore di una famiglia senza più il proprio ragazzo, a causa della guerra in Afghanistan, con un omicidio trasformatosi in un business – quello di Avetrana e il suo calendario, pubblicizzato da un tronista di “Uomini e Donne”, persona che in dialetto barese potremmo definire più che “nu tronist”, “nu t’rmon”. La televisione nel 2010 ha fatto una strage, migliaia di persone sono finite sotto cura farmacologica per rimbecillimento. La politica ha fatto il suo dovere, se da una parte ha contribuito a far innalzare il senso di smarrimento della gente, dall’altra è riuscita a dare un senso di speranza, peccato però che non sia la politica generale ad aver dato inizio a questa nuova fase, ma solo una fetta di essa e, posso non sembrare credibile, quella fetta è proprio la sinistra italiana. Le cose sono in movimento, la sinistra scopre nuovi volti che fanno bene alla salute di tutta l’aria riformista di centro-sinistra. Da Renzi a Vendola. Io spero che il 2011 possa essere un anno di dovute verifiche, ma allo stesso tempo di obiettivi raggiunti di sogni realizzati e di progetti nuovi da mettere in cantiere. Chi crede nel futuro alzi la mano, anzi, alzasse il mouse, perchè è di questo che abbiamo bisogno. Il nostro Paese ha bisogno di una boccata di ottimismo ma soprattutto di buona volontà, tutt’altra cosa da ciò che il Berlusconismo e Berlusconi hanno fatto in questi anni, l’ottimismo di Berlusconi era solo una presa per i fondelli e lo sappiamo bene.

    L’economia ha chiuso al ribasso nel 2010, Piazza Affari ha chiuso con -13,23% di ribasso (solo Madrid è andata peggio, -17%, in tutta Europa), cosa ne sarà dell’Italia in questo 2011? Il messaggio del Presidente della Repubblica non mi da nulla di nuovo, solo parole già sentite gli anni scorsi, solo promesse e promesse e messaggi alle istituzioni, messaggi importanti, ma volanti. Verba volant scripta manent dicevano i latini, parole sante, anche perchè di parole volanti in questo 2010 ne abbiamo sentite e viste tante, a partire da l’Aquila a Napoli.

    Ma la domanda da 1 MILIONE DI EURO è: cosa accadrà in questo 2011? Ci saranno o no le elezioni? Chi vincerà le primarie del Centro-Sinistra? Chi diventerà il prossimo Presidente del Consiglio? Cosa accadrà al nostro sistema economico? Riusciremo ad uscire dalla crisi? Cosa accadrà nel Mondo? Cosa succederà alla Scuola Pubblica Italiana? E all’Università? Le borse di studio? Ci saranno o no? Aspettiamo fiduciosi lo sviluppo di questo nuovo anno, ma io preferisco non starmene seduto, scendo in campo anche io.