Giuseppe Bottani, Atena, diradata la nebbia, rivela Itaca a Ulisse, 1775 (Pavia, Musei Civici)

Verso Ithaka

Sono passati più di 10 anni da quando ho “scoperto” Itaca. Non l’isola greca in sé, ma quello che rappresenta: una meta, un approdo, un senso da dare al viaggio.

Il nome di Itaca (o meglio, Ithaka, in greco antico) mi accompagna da diverso tempo. La prima volta che la mia maldestra creatività incrociò la nota isola greca – con la dovuta eccezione dello studio scolastico – fu più di 10 anni fa, quando conducevo un programma radiofonico su Radio JP. L’ispirazione venne dal brano “Itaca” di Lucio Dalla e il significato che attribuii a quella scelta non era legato solo alla bellissima melodia che apriva ogni mio spettacolo. Itaca aveva assunto anche un valore simbolico che affonda le sue radici nel simbolismo epico dell’Odissea e del viaggio di Ulisse. Itaca è dunque il luogo di partenza ma è anche il luogo dell’approdo. La meta da raggiungere.

Ecco perché Ithaka è diventato il nome del mio podcast, in cui raccontavo gli ostacoli possibili che ci separano dalla nostra meta: la depressione, lo sfruttamento, il fallimento e la sua concezione nella società moderna. Quel significato oggi continua ad avere la sua valenza ma certamente è stato ulteriormente arricchito dall’esperienza che ho accumulato in questi anni di impegno e soprattutto di vita autonoma.

Sono ormai 8 anni che vivo lontano dalla mia terra natìa e altrettanti sono stati gli anni in cui mi sono confrontato con l’asprezza di dovercela fare da solo, anche in momenti in cui la collettività non se la passava molto bene. Ricordo che nel mezzo c’è stato il Covid e tutto quello che si è portato appresso. Quindi per me Ithaka continua ad essere la meta da raggiungere e vorrei cercare una strada per poter finalmente mettere i miei piedi sulla sua sabbia.

Tuttavia, la mia esperienza in politica e nella vita professionale mi porta con naturalezza a ritenere che non si giunge in quel posto da soli. La barca sulla quale si è salpati e con la quale si sta cercando di attraversare il mare è complessa e difficile da governare senza qualcuno che ti aiuti a remare, a tirare dritto e ad ammainare le vele quando serve o a dispiegarle se giunge il vento favorevole.

In questo blog, uno spazio che è mio dal 2010, cercherò con la – spero – sempre meno accentuata mia maldestrezza di segnare sulla mappa di navigazione quali sono stati i passaggi difficili, quali i passaggi sicuri e quali i possibili percorsi per raggiungere Itaca. E vorrei che la raggiungessimo insieme e spero che questo diventi un racconto collettivo, con le persone con cui condivido una parte delle nostre vite e quelle che magari ancora dovranno incrociarsi. Anche solo per il tempo di attraversare un passaggio. Difficile o meno che sia.

Buona navigazione a tutti noi. Verso Ithaka.

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