di Raffaello Baldini (Einaudi – Collezione di teatro, 2008)

La Fondazione di Raffaello Baldini è un piccolissimo libro della Collezione Teatro di Einaudi. Si legge con grande trasporto, purché riusciate a immaginare un pover’uomo ragione tra sé e sé su quanto gli oggetti possano testimoniare il nostro passaggio sulla terra e sopravviverci. Sempre che qualcuno lo consenta. Magari una Fondazione.
È un inno alla paura di morire e al non voler essere dimenticati, due paure ataviche che accompagnano gli esseri umani dalla notte dei tempi. Eppure, il protagonista di questo piccolo monologo ragiona all’interno di un contesto sociale che è il nostro. E le sue paure sono anche le nostre. Le mie, sicuramente.
Il testo originale è in dialetto romagnolo e nel volumetto è presente la traduzione in italiano. Le opere di Baldini si caratterizzano dall’uso di un linguaggio di scrittura coincidente con quello della lingua parlata. Essenzialmente, scrive come parla. E questo è un aspetto che a me è piaciuto particolarmente. E poi, chi non ha mai pensato – almeno una volta nella vita – se qualcuno ci ricorderà quando non ci saremo più? E perché non farlo avendo tra le mani un tappo di sughero?
