di Giada Messetti (Mondadori, 2025)

Di Giada Messetti, sinologa, ho letto tutti e tre i libri pubblicati da Mondadori nella collana “Strade Blu”. Gli altri due libri sono: Nella testa del dragone (2020) e la Cina è già qui (2022).
Messetti riesce, con linguaggio chiaro e semplice, a descrivere gli aspetti più interessanti della Cina moderna, un Paese che sembra lontanissimo per ragioni puramente geografiche ma anche culturali.
Infatti, uno dei messaggi più potenti, per quanto mi riguarda, che emerge da questo libro riguarda l’incapacità che l’Occidente ha (e ha avuto) nell’osservare e interessarsi all’Oriente e dunque alla Cina, alla sua cultura e alla sua visione di mondo. Questo limite lo incontriamo ogni giorno, nel dibattito pubblico che dipinge il Dragone come uno stato soggiogato dal potere del Partito Comunita cinese, ancora fermo al disegno di Mao Tze-Tung.
Eppure, la Cina è altro. È diventato molto altro. E su questo bisogna interrogarsi, cercando spunti di riflessione e di studio. Giada Messetti riesce a offrire degli strumenti utili a tale scopo e il paragone con l’aragosta non è una trovata sensazionalistica e di marketing. L’immagine dell’aragosta è legato alla modalità con la quale questo crostaceo cresce: abbandona il carapace (la parte cutanea dura) e per un momento resta vulnerabile e priva del suo scudo protettivo. La Cina, in questa fase della sua Storia, sta subendo dei cambiamenti radicali e anche la Repubblica Popolare Cinese (PCC), nel crescere, si troverà vulnerabile, senza il suo carapace e pronta a generarne uno nuovo. La popolazione cinese vive e vivrà una fase di cambiamento e di crescita (questa volta, soprattutto sociale e non meramente economica), grazie alle nuove generazioni di cinesi e nuove istanze sociali provenienti da diverse fasce della popolazione. Come intende affrontare tutto ciò il Governo di Xi Jinping e il PCC?
Per farvi un’idea, leggete questo libro di Giada Messetti e se volete continuare ad approfondire, vi consiglio di affiancare questa lettura anche con l’ultimo libro di Simone Pieranni, 2100.
