di Martin Gilbert (Mondadori, 2018)

Per conoscere la vita di Winston Churchill, uno degli uomini più importanti e influenti del ‘900, un solo libro non è sufficiente.
Questa biografia, scritta da Martin Gilbert, è un condensato: 480 pagine sono utili ad analizzare e osservare i momenti più rilevanti, le relazioni più intense che hanno portato Churchill a essere Chirchill.
Le vicende belliche ricoprono una parte considerevole del racconto: dalla Campagna di Gallipoli alla Seconda Guerra Mondiale. Ma è interessante anche e soprattutto lo spaccato umano che emerge dalle pagine di questo libro. Il rapporto con la figura del padre, con la madre e il fratello.
Insomma, una buona base di partenza per avvinarsi alla vita di Winston Churchill e alla sua visione del mondo. Una visione che certamente va contestualizzata alla sua epoca, senza sforzarsi troppo nel proiettare il personaggio nei valori (deboli) della società di oggi.
Se volete, invece, leggere una biografia ritenuta monumentale e che supera, sotto diversi aspetti, quella di Martin Gilbert, c’è il lavoro di Andrew Roberts, ritenuto dal Wall Street Journal coma “la miglior biografia di Winston Churchill”. Magari ne parleremo più in là. Parliamo, in quest’ultimo caso, di un libro di 1400 pagine.
